Retro vs Steampunk gaming

In ambito videoludico è consuetudine indicare l’attività di giocare un vecchio videogioco con il termine retrogaming. In realtà nei vari gruppi social su questo argomento non è raro che nascano discussioni dalle quali si evince che a distanza di decenni il termine “retrogaming” non sia più adeguato a rappresentare la realtà corrente. Per comprendere le ragioni facciamo un salto indietro nel tempo e focalizziamo il momento della trasformazione di questo termine.

L’inizio dell’attività videoludica destinata al pubblico è sancita ufficialmente dal brevetto “US3728480A” del 22 Marzo 1971 depositato dall’inventore Ralph Henry Baer che realizza un nuovo dispositivo indicato come apparecchiatura televisiva destinata al gioco: la Magnavox Odyssey capostipite di tutte le console.

  • ad inizio anni ’80 il retrogaming consiste nel prendere una console come ad esempio la Magnavox Odyssey oppure un Pong TV, collegarli al televisore e giocare nello stesso identico modo come ad inizio anni ’70.

Per il settore videoludico gli anni ’80 sono un periodo di grande fermento: nascono gli Home Computer come lo ZX81/VIC-20/ZX Spectrum/C64 per i quali si producono videogiochi che all’inizio sono la trasposizione dei videogiochi per mainframe degli anni ’60, soprattutto per quanto riguarda la Narrativa Interattiva (Interactive Fiction). Sempre in questo periodo c’è il boom dei videogiochi arcade, un fenomeno che diventa pervasivo grazie alla diffusione capillare nei bar e che porta alla nascita delle sale giochi. I videogiochi arcade iniziano a rubare la scena ai flipper onnipresenti nei bar sin dagli inizi del 1900 e rimasti pressoché immutati negi ultimi decenni. Sotto questa spinta anche i flipper iniziano ad integrare un’anima digitale, il primo flipper di questa nuova generazione è Space Invaders della Bally (1980) e ricordo ancora quando arrivò al bar del paese, ma per noi ragazzini sono i videogiochi arcade la novità dal fascino irresistibile.

  • ad inizio anni ’90 il retrogaming si amplia e consiste anche nel prendere un Home Computer, collegarlo al televisore e tramite il lettore di nastri magnetici caricare i giochi e giocare come ad inizio anni ’80. Per giocare i vecchi arcade e flipper invece bisogna cercare nei bar/sale giochi, oppure acquistare un cabinet o un flipper.

Il termine “retrogaming” descrive in modo chiaro un’esperienza di gioco che si intreccia in modo indissolubile con il collezionismo. La situazione cambia intorno alla prima metà degli anni ’90 quando i personal computer sono abbastanza veloci da permettere l’emulazione dei sistemi dei decenni precedenti.

  • in questo periodo nasce il retrogaming legato all’emulazione: gli emulatori anche se scritti in assembly hanno bisogno di computer di fascia medio/alta per mirare ad una qualità dell’emulazione che sia in grado di ricreare una esperienza di gioco la più fedele al sistema emulato. All’inizio l’uso di questi programmi è poco “amichevole” e riuscire ad utilizzarli al meglio è quasi una pratica “ascetica”, la conoscenza dei sistemi emulati è propedeutica per ottenere i risultati migliori. Di questo periodo ricordiamo “Warajevo” emulatore di ZX Spectrum, “VICE” emulatore storico dei sistemi Commodore e “Sparcade!” anche conosciuto come “Dave’s Arcade Emulator” le cui ultime versioni permettono di emulare una quarantina di videogiochi arcade.

Si avvicina l’alba dello steampunk gaming che trae origine dal retrogaming che rappresenta ancora il suo faro illuminante. Di esattamente steampunk non c’è ancora nulla, ma è solo una questione di tempo, da qui a breve ci sarà un big bang videoludico che ancora oggi ispira progetti kickstarter che attraggono persone di tutto il mondo e nel contempo genera un fenomeno videoludico underground a livello mondiale.

  • Ma che cosa è lo steampunk gaming ?

Partiamo dall’idea di videogioco steampunk: nell’accezione comune è un videogioco la cui ambientazione presenta elementi anacronistici del futuro o futuribili. Un esempio classico di successo internazionale è Syberia (2002) di Benoît Sokal il cui mondo è popolato da automi dal comportamento umano e sistemi di trasporto animati da bilancieri meccanici dotati di molle strabilianti.
Possiamo estendere questa idea al modo di giocare ovvero utilizzare tecnologie hardware/software successive al periodo di rilascio del gioco. Utilizziamo internet come un telescopio e guardiamo lontano nel tempo in modo da individuare questo big bang videoludico:

  • Nel 1983 viene rilasciato il gioco d’azione “Manic Miner” di Matthew Smith per ZX Spectrum che conquista subito il cuore degli Spectrumisti e negli anni successivi è convertito anche per gli altri home computer dell’epoca. I remake su PC di questo videogioco ed in generale dei vecchi videogiochi esistono sin dalla fine degli anni 80, ma sia per le limitazioni tecnologiche che per il fatto che il retrogaming sia il naturale riferimento l’obiettivo è sempre quello di realizzare un videogioco quanto più possibile identico all’originale.

  • La situazione cambia nel 1997 quando Andy Noble rilascia il remake gratuito per PC, ma a differenza delle versioni del decennio precedente non è un mero tentativo di produrre una conversione identica del gioco originale, il gameplay è aderente ma la sua splendida versione utilizza ben 256 colori. Questo non avviene per caso ma in modo perfettamente consapevole e Andy Noble nel documento di supporto del videogioco scrive “Ho realizzato il gioco nel suo stile originale. Mi piace pensarlo come una versione del gioco che sarebbe esistita nel 1984 se fosse stata possibile la visualizzazione di 256 colori” e poi continua “Perché ho fatto una versione per PC quando la versione emulata è perfetta? La risposta è questa: volevo solo farlo. Mi piace giocare con la programmazione”. Questo è il primo esempio di steampunk gaming dove è chiara la volontà di superare l’esperienza di gioco originale.

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Fig.1 – Manic Miner di Matthew Smith per Bug-Byte Software Ltd
Fig.2 – Manic Miner di Andy Noble

Il videogioco di Andy Noble diventa la fonte di ispirazione per alcuni emulatori di quell’epoca come “Spec256” e successivamente per motori grafici e dispositivi hardware che oggi sono presenti sui nostri computer e nelle nostre case. Sono comunque necessari ancora un paio di anni prima che questo nuovo modo di giocare sia adottato anche dagli emulatori. In virtù della maggiore potenza di calcolo delle CPU di quel tempo rispetto a quelle dei sistemi emulati l’emulazione si diffonde sempre più e dello stesso anno ricordiamo il MAME32 di Nicola Salmoria dotato di una pratica interfaccia grafica che semplifica l’uso dell’emulatore.

Per giocare un vecchio videogioco non è più necessario utilizzare i sistemi originali ed il retrogaming ora ha un contendente ancora senza nome che è lo steampunk gaming. Questo nuovo modo di giocare ha una doppia anima ed ai remake ed agli emulatori si accosta il nuovo aggettivo “vanilla” con il significato di “standard” per differenziarli dal retrogaming indicando però una esperienza di gioco sempre aderente al retrogaming, in questo caso si può parlare di steampunk gaming “light”. Un esempio noto di emulatore vanilla è il MAME che è finalizzato alla preservazione dei sistemi. Retrogaming e remake/emulazione vanilla rappresentano un modo di giocare conservatore in cui tutto è già noto e si svolge in modo quasi rituale. La seconda anima è il big bang videoludico che comprende i remake/emulatori steampunk nei quali si introducono semplici contaminazioni dal futuro come il remake di Andy Noble, si trasforma un videogioco sparatutto in prima persona in un videogioco di ruolo, si permette di giocare in mobilità e ad esempio in due giocatori via wifi mentre in origine il videogioco si giocava in due giocatori davanti al televisore con la stessa tastiera o addirittura si arriva a non riconoscere quasi più il gioco originale. Quest’ultimo caso riguarda i motori grafici, ma a questo punto non si può più parlare di steampunk gaming ma semplicemente di creazione di un nuovo videogioco dotato di una propria identità.

In sostanza esistono tre modi diversi di giocare i vecchi videogiochi:

  1. Retrogaming (con i sistemi originali)

  2. Steampunk Gaming Light/Retrogaming Vanilla (con remake/emulatori/motori grafici)

  3. Steampunk Gaming (con remake/emulatori/motori grafici)

  • Dal confronto tra Retrogaming e Steampunk gaming quale risulta essere la migliore esperienza di gioco ?

Tutto dipende dal giocatore: se ha un’attitudine nostalgica sarà più attratto dal retrogaming altrimenti se è più incline al senso di stupore sarà attratto dallo steampunk gaming. La distinzione non è poi così netta e tra le due attitudini ci sono infinite sfumature che in circostanze diverse possono fare preferire a volte il retrogaming ed altre lo steampunk gaming. Di fatto non esiste un’esperienza di gioco migliore in assoluto perchè è semplicemente un discorso soggettivo.

Nei prossimi articoli utilizzeremo questa terminologia per indicare in modo semplice e sintetico le notizie hardware/software attinenti a questo tipo di attività videoludica.

eNJoy aND STay TuNeD WiTH uS!

Raffaele “MOS” Sanapo

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Raffaele Sanapo

“We don't stop playing because we grow old; we grow old because we stop playing.” (George Bernard Shaw)

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